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Rent a cammello

A soli 12 anni mia cugina Sporadica Roberts, con i soldi del ricco padre (lo zio Incredulo Roberts), si fece inviare due cammelli dall'Egitto e inventò il business "Rent a Cammello - The Porto Recanati Dunes Experience".
Quando gli affari stavano per decollare una forte mareggiata spianò tutte le dune e le cose andarono a rotoli.
La cugina Sporadica vendette i cammelli all'Emiro dei monti Sibillini, si autoproclamò cervello in fuga e lasciò l'Italia per Bora Bora da dove tutti gli anni mi invia una cartolina con su scritto: "TIÉ!".

Pane e mortadella

Mia zia Superflua Roberts un giorno si procurò una rosetta di pane e diverse fette di mortadella con i pistacchi. Seguendo il teorema di Stone-Turkey, con un coltello, segò in due parti la rosetta poi, con tutti gli elementi a sua disposizione, creò un iperpiano di dimensione n-1 in grado di bisecarli tutti contemporaneamente.
In onore delle spalline anni '80, di cui era grande fan, lo chiamò panino imbottito.

Giovane uomo dai ginz in più punti lacerati che orride gambe pelose intravedere lasciano

Giovane uomo dai ginz in più punti lacerati che orride gambe pelose intravedere lasciano, torna sui tuoi passi. Torna sui tuoi passi, per carità.

Argomenti

Alla biblioteca Hobbs, dei coniugi Etta e Basil Hobbs, proprio all'ingresso, c'è un leggio a colonna corinzia con scanalature verticali su cui è riposto il tomo degli argomenti non trattati, un grande indice di 20.000 pagine e oltre 4.000.000 di temi non affrontati in nessun libro della biblioteca, all'utile scopo di non far perdere tempo in ricerche infruttuose i visitatori.
E' chiaro che si può rimanere molto molto molto male nello scoprire che di ciò che ti interessa non si parla in nessun volume della biblioteca, come è successo a me quando ho cercato approfondimenti sul fenomeno della tenda della doccia che tende ad avvicinarsi nonchè attaccarsi alla persona che si sta lavando, tuttavia, in sole 9 ore di consultazione del tomo degli argomenti non trattati, ho scoperto che l'argomento non era trattato ed ho evitato di sprecare il mio prezioso tempo.
Il mio preziosissimo tempo.

Carol Flambé

Carol Flambé prese un disco dallo scaffale e lo mise sul piatto del giradischi perchè, sì, Carol Flambé aveva un giradischi.
Carol Flambé iniziò a ballare alle prime note di “That Episode of the X-Files where Mulder and Scully Find the Little Girls With Their Eyes Burned Out Because of Angels” dei Technology Vs. Horse perchè, sì, Carol Flambé sapeva ballare.
Carol Flambé aveva molte altre cose oltre al giradischi e sapeva fare molte altre cose oltre ballare, tuttavia, non amava vantarsene.
Cara, dolce ed umile Carol Flambé.

Credevo fosse melancholia invece era weltschmerz

Oggi ricorre il bicentenario della prima sensazione di weltschmerz della mia vita.
E pensare che lì per lì l'avevo scambiata per una banalissima melancholia.
Una melancholia, capite? Che sciocco.

Capro

Un capro mandorlino dalle corna ritorte si affiancò a Tecla O. Roberts mentre stava ammirando il maestoso paesaggio rupestre seduta sull'erba umida. Non ne fu spaventata.
Restarono entrambi in silenzio per qualche minuto poi, sempre tenendo lo sguardo fisso sulle rocce scoscese, il capro disse: 
"Ti seguo su Instagram."
"Lo so", rispose Tecla O. Roberts, "Lo so."

Istruzioni

Procuratevi metri 5 di filo in ruterfordio rivestito, grammi 500 di ununquadio in polvere, numero 10 larve witchetty essiccate e attendete istruzioni...

Blush

Nubi minacciose si addensarono su di lei, attirate dai pigmenti di magma e wolframio del suo blush economico.
Del suo blush economico.

Cyprien, il mio io malinconico, passa la mano

Dacché ne ho memoria, sono solito sublimare la malinconia con un tocco raffinato associandola a Parigi, autunno, freddo, cielo grigio, bancarelle di dischi rotti e libri usati con pagine mancanti sul lungo Senna.
Per rafforzare questo legame mi sono persino trovato un mio io malinconico parigino, Cyprien.
Cyprien mi ha inviato uno pneumogramma l'altro giorno. Dice che, in seguito ad alcuni accadimenti, per un po' non potrà garantire il servizio malinconia. Dice che il suo stato d'animo è mutato, non sa bene in che modo, ma è mutato e questo lo turba.
Per non lasciarmi scoperto mi indica un suo conoscente, uno io malinconico temporaneo, Hólmfastur, di Reykjavík, dice che da giugno ad agosto fa la guida turistica e da settembre a maggio beve Diet Coke sul divano.
Hólmfastur di Reykjavík... credo che lo chiamerò.
Sì, lo chiamerò.

Consigli con la M

Una persona cara ma imprudente fino al punto di non ascoltare i miei sconsigli, mi diede un consiglio con la lettera M.
I consigli con la lettera M sono i miei preferiti, per questo, al primo raggio di sole, uscii di casa per recarmi alla Biblioteca Hobbs, dei coniugi Etta e Basil Hobbs.
La biblioteca Hobbs era sicuramente il luogo migliore per mettere in pratica i consigli con molte pagine scritte, e il consiglio con la lettera M che avevo ricevuto aveva molte pagine scritte.
La biblioteca Hobbs è anche incredibilmente vasta e i coniugi Hobbs questo lo sanno bene, per questo mettono a disposizione di tutti coloro che cercano pagine scritte, dei disagevoli monocicli per girare più rapidamente e con meno equilibrio tra gli scaffali.
Approfitando del monociclo la mia esperienza di ricerca diventò subito circense e pericolosa perchè un'altra cosa che non vi ho detto della biblioteca Hobbs è che tra gli scaffali c'è sempre una strana foschia di origine ignota.
Dopo diverse peripezie, in particolare all'incrocio tra gli scaffali delle lettere D e W dove tagliai la strada ad un pedone col cappello da cow boy, e all'incrocio tra gli scaffali delle lettere H e Y dove mi scontrai con una monociclista bionda con le calze color vinaccia, raggiunsi lo scaffale della lettera M.
Lo scaffale con la lettera M era lunghissimo, forse il più lungo di tutti, eppure c'era una sola raccolta di pagine scritte che guarda caso era proprio quella consigliatami dalla persona cara. La raccolta portava il titolo di "Iterazioni con la lettera M" scritta da M.M.
Iniziai a leggere cercando di rimanere in equilibrio sul posto col monociclo, e smisi soltanto quando arrivai alla parola FINE e la foschia della biblioteca Hobbs mi fu completamente penetrata nelle ossa.
Iterazioni con la lettera M...
Melanconico e mandorlino mi misi a meditar.
Mi misi a meditar.

Calze vinaccia e gialle foglie

Negli autunni che dal 1817 si susseguirono fino al 1821, presi l'abitudine di recarmi tutti i primi pomeriggi di ogni giorno della settimana all'idromeleria Hobbs, dei coniugi Etta e Basil Hobbs, per gustarmi un boccale seduto al tavolino vicino alla vetrina, quello dal quale si poteva guardare fuori. Mi ero infatti convinto che, prima o poi, una giovane donna dai biondi capelli e le calze color vinaccia avrebbe percorso il marciapiede ricoperto di gialle foglie sull'altro lato del viale alberato e che me ne sarei innamorato.
Nell'autunno del 1822 l'ufficio di igiene fece chiudere per sempre l'idromeleria Hobbs per via della presenza di larve Witchetty nei barili di idromele. Le stesse larve Witchetty infestarono gli alberi del viale che vennero abbattuti lasciando spoglio il marciapiede solitamente ricoperto di gialle foglie. In compenso tra le giovani donne dai biondi capelli si diffuse la moda di indossare calze color vinaccia, ma ormai era tardi, avevo già sprecato troppi autunni in attesa dell'amor. In attesa dell'amor.

Frigidaire

Alle due del mattino mi alzai da letto per uno spuntino di mezzanotte. Aprii il frigidaire e presi la ciotola con gli spaghetti alle larve Witchetty avanzati a cena. Quando richiusi lo sportello mi colse il fastidioso pensiero che la luce interna del frigidaire fosse rimasta accesa, che non si fosse mai spenta nessuna volta che avevo richiuso lo sportello in tutti questi anni.
Terrorizzato presi il trapano e forai lo sportello del frigidaire mentre i vicini, sopra, sotto e di fianco, battevano i pugni sui muri per il rumore. Guardai attraverso il foro, la luce era spenta, finalmente potevo gustare i miei spaghetti alle larve Witchetty senza pensieri. Senza pensieri.

Metti una mattina d'autunno a Parigi

All'altezza di Rue Crémieux captai la scia del suo profumo che sapeva di paperella di gomma, di vaniglia e di infanzia felice. Di istinto la seguii.
La seguii alla boulangerie Bourgeois, dove ne approfittai per prendere una baguette alle prugne umeboshi, mentre lei comperava pain au chocolat.
La seguii dal coiffeur Couturier, dove ne approfittai per farmi fare un taglio giovane e fresco, mentre Monsieur Couturier in persona le ravvivava i seducenti boccoli mogano.
La seguii all'antica chaussurerie Chauvet dove ne approfittai per provare morbidi mocassini in capretto di color mandorlino, mentre lei sfilava su eleganti décolleté di vernice cremisi.
La seguii alla parfumerie Parmentier dove, confuso da mille altre essenze, ne persi le tracce.
Per tutto il tempo che la seguii non la vidi mai in volto ma mi convinsi che fosse mia nonna Amandine Roberts da giovane, con quel suo profumo che sapeva di paperella di gomma, di vaniglia e di infanzia felice.
Ne sono tuttora convinto.

Le 3 lune di ghiaccio

Steso sul vecchio mobile bar, ebbro di assenzio e di malinconia, il 7 ottobre 1974 del 2015 vidi le 3 lune di ghiaccio e capii che era tutto vero.
Tutto vero.
Tutto.

Nebbia settembrina

Una mattina Ocarina Juliette Roberts, dopo essere scesa dal letto ed infilato le babucce, aprì la finestra per arieggiare la stanza, piccoli banchi di nebbia settembrina si staccarono dalla fitta coltre che si era formata durante la notte, entrarono nella sua camera e si depositarono un po' qui e un po' là.
Sul servo muto si adagiarono un elegante tubino di nebbia ed un affascinante cappello a tesa larga di nebbia, sulla scarpiera dei preziosi sandali gioiello tacco 12 di nebbia e sulla cassettiera setose calze di nebbia una borsetta e una cintura in  morbida pelle di nebbia.
Ocarina Juliette Roberts, che era molto vanitosa, non ci pensò un solo istante, indossò indumenti ed accessori di nebbia ed uscì per pavoneggiarsi nella nebbia.
Per un'oretta buona si divertì molto a sfilare per la piazza del paese, anche se nessuno la notò perchè c'era davvero troppa nebbia, ma non appena il sole iniziò timidamente a farsi largo a suon di raggi, la nebbia prese a diradarsi così come il suo outfit.
Si ritrovò nuda al centro della piazza. La cosa migliore che le venne in mente per togliersi dall'imbarazzo fu di fingersi una statua assumendo una posa aggrazziata che avrebbe mantenuto fino a che ci fosse stato qualcuno in giro.
La piazza fu molto popolata fino a tardi perchè c'era la festa del paese e Ocarina Juliette Roberts tornò a casa stanca e infreddolita solo a notte fonda, però come statua venne molto ammirata, che era poi ciò che inizialmente voleva.
Essere ammirata.

Aurora boreale

Ír Týrdòttir stava cucinando eglefino all'ammoniaca quando, dalla finestra della sua cucina, vide il cielo nero illuminarsi all'improvviso di verde, di viola ed altri colori che non era sicura di conoscere.
Uscì senza coprirsi, era freddo ma non freddissimo e come sempre quando vedeva un'aurora boreale, pensò che Gesù doveva aver lasciato il computer acceso e si era attivato lo screensaver.
Quando Ír Týrdòttir rientrò in casa, l'eglefino all'ammoniaca era bruciato.
Ma non gliene importava.
Non gliene importava.

Armageddon

Sdraiato sul pavimento di marmo mandorlino controllai da una fessura nella portafinestra che fuori ci fosse ancora vita, che l'armageddon di calore non avesse bruciato tutto e fossi rimasto solo al mondo, un po' come in quel film dove il mediocre attore Bubba Burton interpretava il ruolo di uno sdraiato sul pavimento di marmo mandorlino e controllava da una fessura nella portafinestra che fuori ci fosse ancora vita, che l'armageddon di calore non avesse bruciato tutto e fosse rimasto solo al mondo.
Dopo 51 minuti di nulla passò una Subaru Impreza, al volante c'era una giraffa.
Non ero solo al mondo. No, non lo ero.

Rugiada

La prima volta che scambiai la rugiada al naso con una ragazza avevo 5 anni, lei invece 4, si chiamava Betty la Sciantosa e si diceva che scambiasse la rugiada al naso con chiunque, a me però non importava, ero cotto di Betty la Sciantosa.
Chissà dov'è adesso, chissà se si ricorda ancora di me come io mi ricordo di lei che, da quel giorno, ho giurato non mi sarei mai più soffiato il naso.
E così è stato. Così è stato.

Wally Gator

Al risveglio dal sonnellino pomeridiano, vidi che mamma aveva lasciato sul tavolo un piattino con la merenda.
Non mi ero ancora abituato al fatto che fosse a colori e provai stupore quando accesi la TV, c'era Wally Gator. Amavo Wally Gator.
Stavo terminando la mia banana, i tre quadratini di cioccolata e il bicchiere di latte quando, durante l'episodio Ice Cube Boob, sentii aprirsi la porta di casa. Era mamma, aveva approfittato di una pausa dal lavoro al negozio di parrucchiera di zia, al piano terra, per salire da me. Si avvicinò e senza parlare mi fece una carezza, fu in quel momento che suonò la sveglia e tornai nel presente.
Tornai nel presente.