Gelide manine

Stavo passando in rassegna le copertine a brandelli alla bancarella di dischi spezzati dei coniugi Hobbs, Etta e Basil, quando, da tergo, due gelide manine si posarono sui miei occhi e una voce flicornea disse:
"Indovina chi sono!"
"Mhhh..." pensai ad alta voce.
"Dai, chi sono?"
"Barabal?"
"No, sbagliato."
"Edmé?"
"No, sbagliato."
"Muireall?"
"No, sbagliato."
"Glenna?"
"No, sbagliato."
"Oighrig?"
"Ma nooo, sono io!"
Mi tolse le gelide manine dagli occhi facendomi uscire di sede le lenti a contatto così, quando mi girai, vidi solo un'ombra.
"Oh sei tu..." Dissi fingendo di averla riconosciuta.
Mi baciò. Le sue labbra sapevano di caprifoglio, le mie di liquido per lenti a contatto a gas permeabili.
"À bientôt Julio." E se ne andò.
Mentre la sua immagine sfuocata si allontanava, finalmente, capii.
"Torna da me Caitrìona..." Dissi con un vibrato filo di voce.
"Torna da me..."

Messico

DRAMMA D'AMOR

in Atto Unico

di Julio Roberts


Le chiesi il permesso di amarla, mi rispose di tornare dopo ore una e minuti quaranta poichè avea degli zozzoli di coccio in forno.
Dope ore una e minuti quaranta tornai. Trovai il forno spalancato e, sul terreno magmatico, orme di zoccoli di coccio in direzione del Messico.
In direzione del Messico...

FINE

Cyprien, il mio io malinconico, passa la mano

Dacché ne ho memoria, sono solito sublimare la malinconia con un tocco raffinato associandola a Parigi, autunno, freddo, cielo grigio, bancarelle di dischi rotti e libri usati con pagine mancanti sul lungo Senna.
Per rafforzare questo legame mi sono persino trovato un mio io malinconico parigino, Cyprien.
Cyprien mi ha inviato uno pneumogramma l'altro giorno. Dice che, in seguito ad alcuni accadimenti, per un po' non potrà garantire il servizio malinconia. Dice che il suo stato d'animo è mutato, non sa bene in che modo, ma è mutato e questo lo turba.
Per non lasciarmi scoperto mi indica un suo conoscente, uno io malinconico temporaneo, Hólmfastur, di Reykjavík, dice che da giugno ad agosto fa la guida turistica e da settembre a maggio beve Diet Coke sul divano.
Hólmfastur di Reykjavík... credo che lo chiamerò.
Sì, lo chiamerò.

Il ritorno di Ferenc, il diabolico contorsionista

Ferenc, il diabolico contorsionista, si ranicchia nella cavità del tronco di un faggio secolare, mentre stendi la tovaglia ruba dal cestino del picnic i tuoi panini al paté di larve Witchetty, beve il tuo idromele, quando te ne accorgi sei affamato, pensi che dovrai cacciare un cinghiale ma non lo hai mai cacciato prima, l'ora legale non è più in vigore, fa buio prima, ti perdi, i lupi shaolin iniziano ad ululare, urli di terrore.
Ferenc, il diabolico contorsionista!
Il diabolico contorsionistaaahhh...

Stratagemmi, raccomandate e larve Witchetty

La terza volta che feci all'amor fu per un intrecccio di strategemmi, lettere raccomandate e larve Witchetty.
Era l'autunno del 1891, vivevo a Yaxley, nella contea del Cambridgeshire, e con la smargiassaggine tipica di tutti gli ottantanovenni solevo pavoneggiarmi.
Le prime due volte che avevo fatto all'amor in realtà mi era stato fatto all'amor, sempre dalla stessa persona, l'odiosa Connie Cuadretti, Cuadretti con la C, postina di Yaxley per le Messaggerie Cuadretti dell'odiosa famiglia Cuadretti, perciò questa volta volevo essere io a prendere l'iniziativa, per una forma di rivincita nei suoi confronti.
Tra me e Connie Cuadretti c'era sempre stato un rapporto fatto al 99% di odio e all'1% di amore, l'1% di amore lo mettevo io, ma non la mia terza volta, la mia terza volta avrebbe dovuto essere totalmente priva di sentimento, una cosa abbastanza d'avanguardia se pensate che nel 1891 il puro sesso non era ancora stato inventato.
Mi inviai una raccomandata in modo che Connie Cuadretti venisse a consegnarmela.
Il giorno seguente suonò al mio campanello.
DLIN DLON DLIN DLON DLIN DLON DLIN DLON DLIN DLON, il suo modo di suonare il campanello era odioso come lei.
"Chi è?" chiesi fingendo di non aspettarla.
"E' lei Julio Roberts?" mi chiese fingendo di non conoscermi.
"Certo che sono io Julio Roberts, abbiamo pure fatto due volte all'amor, non ti ricordi?"
"Abbiamo pure fatto due volte all'amor, non ti ricordi?" pappagallò facendomi il verso.
"Hey, non farmi il verso!"
"Hey, non farmi il verso!" ripappagallò.
"C'è una raccomandata per te." e me la tirò in un occhio.
Con l'altro occhio la guardai intensamente e presi coraggio.
"Ti va di fare all'amor?"
"Rifarò all'amor con te il giorno che pioveranno dal cielo larve Witchetty."
 Mi fece firmare e se ne andò.
Non era andata come volevo ma, per una questione di orgoglio e di odio cieco, cieco in tutti i sensi, non demorsi e pensai ad un altro stratagemma.
Misi sulla pensilina sopra la porta d'ingresso un secchio pieno di larve Witchetty, lo legai ad una fune il cui capo opposto penzolava a portata di mano più o meno all'altezza del campanello ed infine mi spedii un'altra raccomandata.
L'indomani, di buon ora, DLIN DLON DLIN DLON DLIN DLON DLIN DLON DLIN DLON.
"Chi è?" chiesi fingendo di nuovo di non aspettarla.
"E' lei Julio Roberts?" mi chiese fingendo di nuovo di non conoscermi.
"Ma certo che sono io." dissi
"Ma certo che sono io." riripappagallò lei.
"C'è una raccomandata per te." e me la tirò nell'altro occhio.
A questo punto, completamente cieco, mi appesi goffamente alla fune che fece cadere l'intero secchio di larve Witchetty in testa a Connie Cuadretti.
Lei non disse niente ed io, immerso nel buio, non potei vedere l'espressione che aveva in volto dopo essersi liberata la testa dal secchio.
Mi ruppe il naso con un pugno, fu dolorosissimo. Poi mi fece all'amor, fu bellissimo.
Le sue labbra sapevano di larve Witchetty, le mie di sangue che mi colava dal naso.
Quando, dopo alcuni giorni, riacquistai la vista ed uscii di casa, per le vie di Yaxley si faceva un gran parlare di Connie Cuadretti e di una sua invenzione all'avanguardia, il puro sesso, che ancora oggi, da allora, è molto in voga.
Molto in voga.

Come camminare sulle chiome degli alberi

Camminare sulle chiome degli alberi è un'esperienza unica che ci mette a contatto con la natura, non tutti sanno però che l'autunno è la stagione meno indicata per farlo.
In questa poetica stagione infatti, se non si è esperti, c'è il rischio di mettere un piede su di una foglia nel momento in cui si sta staccando dal ramo, volando via così con essa fino a raggiungere luoghi lontani dagli usi e costumi sconosciuti.
Se volete apprendere le tecniche per camminare sulle chiome degli alberi in assoluta sicurezza, siete tutti invitati al corso che terrò domani, dopo che avrò pranzato, a Ballyfarnon, nella contea di Roscommon, presso il vivaio Hobbs, dei coniugi Etta e Basil Hobbs.
Il corso, come sempre, è gratuito e al termine verrà offerta ai partecipanti una ghiotta merenda a base di larve Witchetty.

Consigli con la M

Una persona cara ma imprudente fino al punto di non ascoltare i miei sconsigli, mi diede un consiglio con la lettera M.
I consigli con la lettera M sono i miei preferiti, per questo, al primo raggio di sole, uscii di casa per recarmi alla Biblioteca Hobbs, dei coniugi Etta e Basil Hobbs.
La biblioteca Hobbs era sicuramente il luogo migliore per mettere in pratica i consigli con molte pagine scritte, e il consiglio con la lettera M che avevo ricevuto aveva molte pagine scritte.
La biblioteca Hobbs è anche incredibilmente vasta e i coniugi Hobbs questo lo sanno bene, per questo mettono a disposizione di tutti coloro che cercano pagine scritte, dei disagevoli monocicli per girare più rapidamente e con meno equilibrio tra gli scaffali.
Approfitando del monociclo la mia esperienza di ricerca diventò subito circense e pericolosa perchè un'altra cosa che non vi ho detto della biblioteca Hobbs è che tra gli scaffali c'è sempre una strana foschia di origine ignota.
Dopo diverse peripezie, in particolare all'incrocio tra gli scaffali delle lettere D e W dove tagliai la strada ad un pedone col cappello da cow boy, e all'incrocio tra gli scaffali delle lettere H e Y dove mi scontrai con una monociclista bionda con le calze color vinaccia, raggiunsi lo scaffale della lettera M.
Lo scaffale con la lettera M era lunghissimo, forse il più lungo di tutti, eppure c'era una sola raccolta di pagine scritte che guarda caso era proprio quella consigliatami dalla persona cara. La raccolta portava il titolo di "Iterazioni con la lettera M" scritta da M.M.
Iniziai a leggere cercando di rimanere in equilibrio sul posto col monociclo, e smisi soltanto quando arrivai alla parola FINE e la foschia della biblioteca Hobbs mi fu completamente penetrata nelle ossa.
Iterazioni con la lettera M...
Melanconico e mandorlino mi misi a meditar.
Mi misi a meditar.

Calze vinaccia e gialle foglie

Negli autunni che dal 1817 si susseguirono fino al 1821, presi l'abitudine di recarmi tutti i primi pomeriggi di ogni giorno della settimana all'idromeleria Hobbs, dei coniugi Etta e Basil Hobbs, per gustarmi un boccale seduto al tavolino vicino alla vetrina, quello dal quale si poteva guardare fuori. Mi ero infatti convinto che, prima o poi, una giovane donna dai biondi capelli e le calze color vinaccia avrebbe percorso il marciapiede ricoperto di gialle foglie sull'altro lato del viale alberato e che me ne sarei innamorato.
Nell'autunno del 1822 l'ufficio di igiene fece chiudere per sempre l'idromeleria Hobbs per via della presenza di larve Witchetty nei barili di idromele. Le stesse larve Witchetty infestarono gli alberi del viale che vennero abbattuti lasciando spoglio il marciapiede solitamente ricoperto di gialle foglie. In compenso tra le giovani donne dai biondi capelli si diffuse la moda di indossare calze color vinaccia, ma ormai era tardi, avevo già sprecato troppi autunni in attesa dell'amor. In attesa dell'amor.

Frigidaire

Alle due del mattino mi alzai da letto per uno spuntino di mezzanotte. Aprii il frigidaire e presi la ciotola con gli spaghetti alle larve Witchetty avanzati a cena. Quando richiusi lo sportello mi colse il fastidioso pensiero che la luce interna del frigidaire fosse rimasta accesa, che non si fosse mai spenta nessuna volta che avevo richiuso lo sportello in tutti questi anni.
Terrorizzato presi il trapano e forai lo sportello del frigidaire mentre i vicini, sopra, sotto e di fianco, battevano i pugni sui muri per il rumore. Guardai attraverso il foro, la luce era spenta, finalmente potevo gustare i miei spaghetti alle larve Witchetty senza pensieri. Senza pensieri.

A forma di cuore

Secondo uno studio dell'icebergologa e nota figurante per funerali Amneris Sharazad Roberts, l'evoluzione dei cuori per innamorati dall'orginale forma ad ottagono, poi ettagono, poi esagono, poi pentagono, poi quadrilatero, poi triangolo isoscele rovesciato, fino all'attuale forma di cuore, ha coperto un arco temporale di 4.000 anni.

Metti una mattina d'autunno a Parigi

All'altezza di Rue Crémieux captai la scia del suo profuno che sapeva di paperella di gomma, di vaniglia e di infanzia felice. Di istinto la seguii.
La seguii alla boulangerie Bourgeois, dove ne approfittai per prendere una baguette alle prugne umeboshi, mentre lei comperava pain au chocolat.
La seguii dal coiffeur Couturier, dove ne approfittai per farmi fare un taglio giovane e fresco, mentre Monsieur Couturier in persona le ravvivava i seducenti boccoli mogano.
La seguii all'antica chaussurerie Chauvet dove ne approfittai per provare morbidi mocassini in capretto di color mandorlino, mentre lei sfilava su eleganti décolleté di vernice cremisi.
La seguii alla parfumerie Parmentier dove, confuso da mille altre essenze, ne persi le tracce.
Per tutto il tempo che la seguii non la vidi mai in volto ma mi convinsi che fosse mia nonna Amandine Roberts da giovane, con quel suo profumo che sapeva di paperella di gomma, di vaniglia e di infanzia felice.
Ne sono tuttora convinto.

Le 3 lune di ghiaccio

Steso sul vecchio mobile bar, ebbro di assenzio e di malinconia, il 7 ottobre 1974 del 2015 vidi le 3 lune di ghiaccio e capii che era tutto vero.
Tutto vero.
Tutto.

Swing


































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Oh timonier che i mari solchi

UN'ALTRA INUTILE STORIA DI MARE

 di

Julio Roberts



- Capitano oh mio Capitano, sono mesi che navighiamo sulle tracce del grande squalo mandorlino, sarete provato, lasciate che io vi sostituisca al timone, mi sento dannatamente pronto, per il corpo di mille sirene!
 
- Cabin Boy, per il corpo di mille sirene, modera il dannato linguaggio prima di tutto! E poi tu? Tu, Cabin Boy allo stradannatissimo timone?! HA HA HA rido Cabin Boy. Tu, che sai armeggiare solo con la ramazza, vorresti sostituire al dannato timone me che col dannato timone tra le mani callose ci son nato? Sostituire me che di ogni mare conosco le dannate vie, e di ogni sirena conosco l'ammaliatore canto? HA HA HA rido di nuovo Cabin Boy. Le gabbianelle ninja devono averti beccato il dannato cervello se pensi di potermi sostituire allo stradannatissimo timone!
 
- Ma, Capitano...
 
- Zitto Cabin Boy! Non voglio più sentire le tue dannate corbellerie! Piuttosto  sostiuiscimi al timone, che son mesi che navighiamo sulle tracce del grande squalo mandorlino e sono provato!
 
- Agli ordini Capitano oh mio Capitano!
 
- Uno di questi dannati giorni tu mi farai impazzire Cabin Boy. Uno di questi dannati giorni...

FINE

Nebbia settembrina

Una mattina Ocarina Juliette Roberts, dopo essere scesa dal letto ed infilato le babucce, aprì la finestra per arieggiare la stanza, piccoli banchi di nebbia settembrina si staccarono dalla fitta coltre che si era formata durante la notte, entrarono nella sua camera e si depositarono un po' qui e un po' là.
Sul servo muto si adagiarono un elegante tubino di nebbia ed un affascinante cappello a tesa larga di nebbia, sulla scarpiera dei preziosi sandali gioiello tacco 12 di nebbia e sulla cassettiera setose calze di nebbia una borsetta e una cintura in  morbida pelle di nebbia.
Ocarina Juliette Roberts, che era molto vanitosa, non ci pensò un solo istante, indossò indumenti ed accessori di nebbia ed uscì per pavoneggiarsi nella nebbia.
Per un'oretta buona si divertì molto a sfilare per la piazza del paese, anche se nessuno la notò perchè c'era davvero troppa nebbia, ma non appena il sole iniziò timidamente a farsi largo a suon di raggi, la nebbia prese a diradarsi così come il suo outfit.
Si ritrovò nuda al centro della piazza. La cosa migliore che le venne in mente per togliersi dall'imbarazzo fu di fingersi una statua assumendo una posa aggrazziata che avrebbe mantenuto fino a che ci fosse stato qualcuno in giro.
La piazza fu molto popolata fino a tardi perchè c'era la festa del paese e Ocarina Juliette Roberts tornò a casa stanca e infreddolita solo a notte fonda, però come statua venne molto ammirata, che era poi ciò che inizialmente voleva.
Essere ammirata.

Aurora boreale

Ír Týrdòttir stava cucinando eglefino all'ammoniaca quando, dalla finestra della sua cucina, vide il cielo nero illuminarsi all'improvviso di verde, di viola ed altri colori che non era sicura di conoscere.
Uscì senza coprirsi, era freddo ma non freddissimo e come sempre quando vedeva un'aurora boreale, pensò che Gesù doveva aver lasciato il computer acceso e si era attivato lo screensaver.
Quando Ír Týrdòttir rientrò in casa, l'eglefino all'ammoniaca era bruciato.
Ma non gliene importava.
Non gliene importava.

Armageddon

Sdraiato sul pavimento di marmo mandorlino controllai da una fessura nella portafinestra che fuori ci fosse ancora vita, che l'armageddon di calore non avesse bruciato tutto e fossi rimasto solo al mondo, un po' come in quel film dove il mediocre attore Bubba Burton interpretava il ruolo di uno sdraiato sul pavimento di marmo mandorlino e controllava da una fessura nella portafinestra che fuori ci fosse ancora vita, che l'armageddon di calore non avesse bruciato tutto e fosse rimasto solo al mondo.
Dopo 51 minuti di nulla passò una Subaru Impreza, al volante c'era una giraffa.
Non ero solo al mondo. No, non lo ero.

Rugiada

La prima volta che scambiai la rugiada al naso con una ragazza avevo 5 anni, lei invece 4, si chiamava Betty la Sciantosa e si diceva che scambiasse la rugiada al naso con chiunqe, a me però non importava, ero cotto di Betty la Sciantosa.
Chissà dov'è adesso, chissà se si ricorda ancora di me come io mi ricordo di lei che, da quel giorno, ho giurato non mi sarei mai più soffiato il naso.
E così è stato. Così è stato.

Wally Gator

Al risveglio dal sonnellino pomeridiano, vidi che mamma aveva lasciato sul tavolo un piattino con la merenda.
Non mi ero ancora abituato al fatto che fosse a colori e provai stupore quando accesi la TV, c'era Wally Gator. Amavo Wally Gator.
Stavo terminando la mia banana, i tre quadratini di cioccolata e il bicchiere di latte quando, durante l'episodio Ice Cube Boob, sentii aprirsi la porta di casa. Era mamma, aveva approfittato di una pausa dal lavoro al negozio di parrucchiera di zia, al piano terra, per salire da me. Si avvicinò e senza parlare mi fece una carezza, fu in quel momento che suonò la sveglia e tornai nel presente.
Tornai nel presente.