Bologna

Mi trovo sul treno regionale veloce che collega Modena, in Emilia-Romagna, con Thornaby-on-Tees, nella contea del North Yorkshire, alla fermata della dotta Bologna salgono grappoli di giovani universitari. Subito la mia mente torna alla prima metà del 600, quando, insieme a Gesù e ad Adam Ant, proprio a Bologna frequentavo la facoltà di Geometria Isoscele. Quanti ricordi. Quante ne abbiamo combinate in quella città.
Per esempio le volte che Gesù, dal muricciuolo di Via dei Malcontenti, gettava una dei suoi sandali nel canale delle Moline e io e Adam Ant, appostati alla famosa finestrella di Via Piella che dà sul canale, aspettavamo che la corrente portasse il sandalo verso di noi e cercavamo di pescarlo con una canna di bambù, con filo interdentale cerato per lenza e un orecchino di bigiotteria per amo. Non ci siamo mai riusciti e tutte le volte Gesù, percorrendo Via Augusto Righi con un sandalo sì e uno no, ci raggiungeva e chiedeva:
"Allora? Lo avete pescato?"
"Macché, niente!" Rispondeva Adam Ant ridendo sotto i baffetti che a quei tempi ancora non portava.
"Ecco sono di nuovo con un sandalo solo. Ma perchè una volta non proviamo con uno dei tuoi stivali Adam? O con una delle tue ginniche Julio?" Si sfogava Gesù.
"Già così con i tuoi sandali, che son tutti una fascetta e un laccetto e offrono maggiori possibilità di appiglio, è un'impresa molto molto ardua, se tentassimo con i miei Pirate Boots di Vivienne Westwood, o con le sneakers Ishikawa da fichetto di Julio, sarebbe un'impresa molto molto molto ardua, per non dire impossibile. Lo capisci vero?" Esagerava Adam.
Le matte risate.
O per esempio quando a tarda notte e per le vie passava soltanto qualche ubriaco, ci divertivamo a fare il numero dell'impiccato. Praticamente legavamo Gesù, che tanto se qualcosa andava storto a Pasqua sarebbe comunque risorto, a mò di impiccato al vecchio porticato in legno di Via Santo Stefano, con quel nodo da marinaio che sembri appeso per il collo ma in realtà sei come imbragato e stai benissimo, poi io e Adam ci nascondevamo dietro al muretto dell'antico palazzo della Mercanzia, nella relativa piazza, e aspettavamo il primo malcapitato. Questi vedeva Gesù impiccato e correva a chiamare aiuto. Quando tornava con i gendarmi, naturalmente, Gesù lo avevamo già ammainato e nascosto insieme a me e ad Adam, si godeva la scena del poveretto che veniva scortato in gattabuia per una notte a smaltire la sbornia.
Le matte matte risate.
O per esempio ancora quando percorrevamo Via Pescherie Vecchie, che così stretta e affollata di mercanti sembrava di stare in un suk, io e Adam rubavamo alcune sardine e le infilavamo nelle tasche facendo ben attenzione che il pescivendolo ci vedesse, così ci inseguiva gridando "Farabutti! Riponete il maltolto!" e intanto Gesù, alle sue spalle, faceva il numero della moltiplicazione dei pesci.
"Ma che dice Signor pescivendolo? Guardi lei stesso, le sembra forse che manchi qualcosa dalla sua cassetta di sardine?" Dicevamo all'unisono e col volto innocente io e Adam.
Questi si girava e vedendo la cassetta con dieci volte tante sardine rispetto a quante ve ne erano prima, sgranava gli occhi sbalordito, poi chiamava la moglie, che le portasse una seggiola e qualcosa di forte da bere.
Le matte matte mattissime risate.
Con tutti questi ricordi il tempo del mio viaggio in treno è trascorso via veloce, sono già arrivato a Thornaby-on-Tees, nella contea del North Yorkshire.
Scendo, piove.
E mi manca Bologna, mi manca Bologna.




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